martedì 2 settembre 2014

Tulilab on air

Oggi inauguro una nuova rubrica e adesso te la racconto.

Da quando, 7 mesi fa, piena di trepidanza e di timori,  ho aperto la partita iva per fare l'artigiana-sul-serio, ho anche traslocato. Prima avevo la craft room, adesso ho un laboratorio. Prima avevo un tavolo, adesso ne ho tre: il tavolo piccolo sotto la finestra dove cucio, quello grande dove dipingo, e un meraviglioso, alto bancone dove posso lavorare in piedi. Ho anche l'asse da stiro a pois sempre aperto. Così ho pensato che se sei qui a leggermi, se hai comprato qualcosa da me o hai in mente di farlo, è tuo sacrosanto diritto vedere dove e come nascono i miei articoli. Se fossimo vicine, magari avresti voglia di venirmi a trovare. Ti farei sedere di fronte a me e potremmo scambiare due chiacchiere. Ti offrirei un tè perchè là nell'angolino c'è un bollitore. Oppure potrei continuare a lavorare, mentre parliamo, se ti piace guardare le mani all'opera. Sentiresti la radio, in sottofondo. Perchè, da me, c'è sempre la radio on air. Ma non siamo vicine e allora facciamo finta. Da oggi, ogni tanto, durante il mese in corso, ti farò vedere a cosa sto lavorando, così com'è, in diretta: gli attrezzi del mestiere, il legno grezzo, i ritagli di stoffa, il caos creativo, i libri che sto studiando. Senza alcun tipo di styling. E se hai qualche domanda, perchè prima di affidarti ai servigi della sottoscritta vuoi essere sicura, scrivimi oppure vediamoci su skype!

On air just now:


E così, eccolo qua, il tavolo piccolo da cucito. Parto con questo, perchè c'è la radio, con Fede e la Mari in diretta su Radio Deejay. A quest'ora del mattino, è davvero buietto. Sulla finestra, la pianta finta, perchè il mio è un pollice nero col teschio tatuato sopra: è una specie di salvia marziana, le ho fatto le antenne infilando bacche di feltro su spiedini di legno. Oggi si lavora a tanti abominevoli portadentino (se ti sei persa la loro storia, eccola qui).

E stasera, a casa, mi porterò questa cassetta turchese (foto scattata al volissimo), perchè ho imbottito un sacco di pupazzi e devo chiudere le aperture con ago e filo. Lo farò sul divano, tenendo in sottofondo Good morning, Vietnam su Rai Movie (chè mi è dispiaciuto un sacco per il capitano, il mio capitano):


Orsù dunque, che te ne pare, ti fa piacere sbirciare dietro le quinte del Tulilab?

venerdì 29 agosto 2014

Abominevole portadentino

Per tutti i bimbi del mondo, arriva il giorno in cui iniziano a cadere i denti da latte. Quand'ero piccola, mia mamma mi aveva comprato un librino "Storia della bambina che perse il primo dentino". La protagonista non voleva buttare via il suo dente, voleva regalarlo a qualcuno a cui servisse. Ma la gallina le disse no, certo che non ho i denti, ma ho il becco; e la farfalla le disse no, che non mi servono mica i denti per volare di fiore in fiore, e il pangolino abitava troppo lontano, e il formichiere pure. Alla fine lo donò al topino Gedeone, che era rimasto senza dente mentre scolpiva a suon di morsi i mobili per la sua nuova casa. Gedeone in cambio le diede un soldino. E così, da piccola, con questa favola, il momento del dente dondolante per me diventò magico. Perchè onestamente, sentire questo coso che si sta staccando, a volte vedere uscire una goccina di sangue, non è proprio piacevolissimo. Rendere un po' speciale l'avvenimento, aiuta ad affrontarlo, anzi, a non vedere l'ora che caschi!

Perciò mi son detta: anch'io voglio aiutare i bimbi nella fase "sorriso sdentato"! E così, caro bimbo e cara bimba, è nato  l'abominevole portadentino. 


L'abominevole portadentino è un personaggio allegro e peloso che si muove saltellando, gioca con le nuvole e si nasconde tra i fili d'erba per guardare le coccinelle. Se gli avvicini l'orecchio alle labbra, ti racconta dei segreti segretissimi e conserva nel suo taschino piccoli tesori. Il tesoro più prezioso di tutti è il dentino. Ma cosa se ne farà mai, di questo dente, il piccolo abominevole? Questo non te lo posso dire, è un segreto segretissimo che ti bisbiglierà lui all'orecchio. Forse vuole accumulare tanti dentini bianchissimi e costruirsi un igloo che non si scioglie mai? O forse ha un'astronave luccicante e i denti fanno funzionare il turboreattore superpotente? Chi lo sa? Quello che so è che se tu infili nel taschino il tuo dente alla sera, il mattino dopo non c'è più. Puoi trovarci una moneta, o anche una banconota arrotolata, a volte un biglietto con un messaggio in codice. Se ci trovi il messaggio misterioso, afferra il tuo abominevole, infilatelo in tasca, e partite insieme per un'avventura fantastica!


Gli abominevoli portadentino sbarcheranno in anteprima domenica 7 settembre, dalle 10 alle 18 al Baby Creative Lab, a Somma Lombardo. E poi li troverai in vendita nei miei negozi online. Ma se ne hai bisogno prima, perchè quel dente lì sta già dondolando un sacco, scrivimi a tulimami.anna@gmail.com e te ne manderò uno... nella tasca avrà arrotolata la sua storia, quella che hai appena letto!

mercoledì 27 agosto 2014

Amaca bag...

... ovvero, a Creta c'era il sole e faceva caldo

E siccome c'era il sole, e faceva caldo, e il cielo era azzurro come un bacio sulla sabbia, e fuori si stava bene all'ombra, ci si dondolava pigramente sulla vecchia amaca. Si dondolava la mamma con energiche spinte, si dondolavano i bimbi con impetuose spinte, si dondolavano la mamma E i bimbi stretti come sardine, si dondolava un pochino anche il papà. Lentamente, la vecchia amaca dalle fibre stressate dall'uso massiccio, usurate e infragilite dal sole e dalla salsedine, si strappava. Il papà si ritrovò col popò per terra (fortuna che è successo a lui). La mamma ci fece un DIY.

Tagliò la stoffa e le corde


Cucì e foderò


Forò ed infilò


e vissero tutti felici e contenti (compreso il popò del papà, chè l'amaca era bassissima e non s'è fatto niente)



venerdì 1 agosto 2014

Vacanze e anteprime

Tempo di vacanze, anche il blog si prende una pausa. La userò per ricaricarmi, per sviluppare nuove idee e nuovi progetti. Continuerò a lavorare, anche se con ritmo meno serrato, per esempio arricchendo la collezione dei Biscù:
 
 
E uscendo dai confini. Com'è che ci consigliano? Uscire dalla propria comfort-zone e sperimentare (qui, per esempio, ho dipinto il biscùcervo su tessuto):

 
Non sparirò del tutto, perchè resteranno attivi la pagina facebook e il profilo Instagram (con cui ho scattato le foto qui sopra). A proposito, dai, ci raccontiamo i cavoli nostri sotto l'ombrellone (o sotto l'ombrello)? Per me, adesso che è diventato luminoso e bianco, Instagram è balzato di prepotenza in vetta alla classifica dei miei nuovi "mai-più-senza", insieme con Spotify e lo smalto alle unghie dei piedi.
 
Son curiosa, quali sono i tuoi "mai-più-senza" dell'estate 2014? Non valgono gli stivali di gomma!
 
Qui nel blog, ci rileggiamo a fine agosto, se non mi viene nostalgia prima!

martedì 29 luglio 2014

Papier mache: la cartapesta

Uno dei ricordi più netti che ho della scuola materna, a parte quello di essermi azzuffata con una compagnetta e di averle fatto un graffio profondo sul labbro– episodio in cui devo essermi giocata in una volta sola tutta la mia aggressività, poichè, da allora, quell’animosità non l’ho più ritrovata, e così mia mamma mi mandava a judo per sviluppare la grinta e io arrivavo sempre seconda SU DUE – ecco, a parte questo, dicevo, l’altra vivida rimembranza che mi sovviene, è quella di quando abbiamo fatto la cartapesta. Ora che ci penso, ricordo bene anche quando abbiamo fatto il vino (una brodaglia imbevibile) e che, quando ci facevano suonare gli strumenti, tutti volevano accaparrarsi il triangolo.
Ma sarà meglio che ritorni sul binario della cartapesta, materiale povero e meraviglioso che deve quasi passare per la macerazione per dare il meglio di sè. Da quella volta in cui, alla scuola materna, abbiamo fabbricato maschere di cartapesta, ne sono affascinata. Mani sapienti partono da materiali di scarto e semplici colle (lo sapevi, per esempio, che per costruire i carri del carnevale di Viareggio si usa una colla fatta di acqua e farina?) e creano tesori preziosi.
 
Per esempio, mi affascinano le statuine angelo di Jamjarart (shop). Joy Williams è inglese, modella le stue statue, poi le arricchisce con interventi pittorici e dettagli dorati:
 

E son rimasta incantata dalla poesia di questa testina, opera di Sarahandart (shop): facci caso, vicino ci sono matite, un rocchetto di filo, un washi tape: è piccolissima!


La topolina di Vanessa Cabban è una vera opera d'arte, la guardi e ti racconta una storia, la guardi e ti strappa un sorriso. Con le sue zampine piccine tiene una tazza e perfino un biscotto, ma non ti viene voglia di prendere il tè con lei? Qui nel blog di Vanessa puoi vedere altre foto della sua bellissima Evangeline:


E se la cartapesta ti piace tanto, perchè non indossarla? Greta di Pamphlet (QUI la sua pagina facebook) crea bijoux raffinati con soggetti sempre suggestivi. Io, per esempio, ho un suo anello della collezione Voyages in cui c'è una piccolissima mappa di Venezia, la mia città del cuore. E' tutto bello quello che fa, ma adesso che siamo in estate, casca a fagiuolo la sua collezione d'ispirazione marinaresca:

 
La scintilla per la cartapesta è scoccata quando avevo 4 anni e, da allora, non mi ha mai delusa! E tu, che ne pensi?
 
 
Ringrazio le autrici delle opere presentate in questo post per avermi autorizzata ad usare le immagini delle loro bellissime creazioni. 

venerdì 25 luglio 2014

Di nidi, cacce al tesoro e nomi inventati

L'estate per i bambini è lunga, molto lunga. Le giornate si srotolano pigre una dopo l'altra e a volte i giovinotti e le giovinette si annoiano. Il web è pieno di idee per far fare qualcosa ai bambini e tenere lontana la noia, chè poi diventano noiosi anche per noi. Io credo però che ci voglia anche la noia. Certo non quando, se son piccoli, diventano sirene ululanti. O, più grandicelli, ti domandano 40 volte al giorno la stessa cosa perchè non hanno un cavolo d'altro a cui pensare. Però ecco... è quando non hai nulla da fare che i pensieri possono correre liberi e vagolare come lucciole. Ci si può mettere lì sull'amaca, unico stimolo il canto delle cicale, ad immaginare mondi impossibili e avventure spaziali. Se ben vissuta, la noia è il personal trainer della fantasia.
Così, può succedere che tuo figlio, tutto da solo, si scelga un progetto da Riciclattoli tutto l'anno* e fabbrichi un nido per uccellini (e mosche curiose) con una confezione di latte:

Oppure che l'altro figlio, quello dalla lingua sciolta, si diverta ad inventare i nomi. Così, il cane non si chiama più Daria, ma siccome ficca sempre il muso tra i fiori impollinati, è diventata una famosissima Rilassotalpa dal muso giallo. E la gatta della nonna non si chiama più Mimì. E' una Pigrosaura tricolore. Così ora tu non sai più come li devi chiamare.

E noi genitori? Anche noi abbiamo più tempo per dedicarci ad inventare passatempi. Per esempio: tutti gli anni, approfittando del giardino dei nonni, organizzo una o più cacce al tesoro. Comincio dando ai bimbi un bigliettino con un indovinello, una scritta o un disegno da decifrare, che li porterà al primo nascondiglio. Lì troveranno un altro bigliettino che li guiderà al nascondiglio successivo e via così, fino a trovare il tesoro (due fionde per gavettoni). Dissemino delle prove, in mezzo. Una partita a carte con la nonna, il gioco dei mimi col nonno, due palette e un grande vaso da scavare per trovare dov'è sepolto il prossimo indizio. Quest'anno, per renderla più avventurosa, l'ho fatta di sera. Erano eccitatissimi, i due campioni, girando nel buio con le loro piccole torce. Chissà se si ricorderanno, da grandi, con tenerezza, di queste estati pigre e della caccia al tesoro, quando due fionde per gavettoni bastavano per essere felici.

*Ti ricordi le mie sardine nella loro scasatola? E' con quelle che avevo partecipato allo swap di riciclo e fai da te e grazie a loro ho vinto il libro di Valentina Cavalli, Riciclattoli tutto l'anno, pieno di idee riciclose per i nostri bimbi e così facili che un bambino un po' più grandicello può cimentarsi da solo nella realizzazione dei progetti, come ha fatto il mio!

martedì 22 luglio 2014

Chiedilo al Tulimarito, ma anche al Tulinonno: Dremel4home

#Dremel4home è un progetto di Dremel nato per promuovere il "fai-da-te in famiglia", perchè, il DIY è un "affare di famiglia, che oltre a portare creatività in casa, crea anche legame e occasione di condivisione".

Sono d'accordissimo, abbattiamo gli stereotipi! Non c'è solo il nonno chiuso in garage coi suoi ammenicoli la domenica mattina mentre la nonna cucina per figli e nipoti. Non c'è solo la moglie invasata da un'idea creativa e suo marito nascosto da qualche parte che spera finisca il prima possibile. Lo sappiamo bene che in realtà, spesso e volentieri, per le cose di casa si lavora e si progetta assieme: mogli e mariti, nonni e figlie. Così Dremel ha chiesto a 13 blogger (tra cui anch'io) di coinvolgere coniugi e genitori, zii e figlioli  e realizzare il proprio progetto. Tutti i progetti verranno poi raccolti in un ebook.

Qualche settimana fa, ho ricevuto l'attrezzatura.

Emozionata come una bambina piccola la mattina di Natale, già partivo per la tangente immaginando epici progetti. Nella mia testa, è sempre tutto abbastanza facile, basta applicarsi. Telefono subito al Tulinonno, chè stavolta entra in gioco anche lui: "Papà senti qua, ti ricordi che a Natale mi hai regalato il motosaw della Dremel? Ecco, adesso ho un armamentario che Mastro Geppetto mi fa un baffo, iniziamo a pensare?" Poi lo dico alla Tulinonna:"Mamma, che ne dici se costruissimo questo e quello?" e poi arriva il Tulimarito, che guarda tutti gli attrezzi e pensa:"ma quella volta, non potevo sposare un'appassionata di nail art, anzichè una che la lima la usa per il legno?" (ma sotto sotto, gli brillano gli occhi all'idea di costruire qualcosa assieme, chè è un giochetto tra noi quello di fare i brontoloni, ma in realtà essere orgoliosi l'uno dell'altra).

E così, ci stiam tutti mettendo all'opera. Non avendo potuto partecipare all'open lab (ecco il video!) siamo andati dall'esperto di famiglia, il tulicugino, per prendere confidenza con gli strumenti ed esercitarci un po':

Il Tulimarito all'opera col DSM20

E ogni momento è buono per buttar giù le idee e prendere le misure. Anche a colazione righe e matite si mescolano a tazze e cereali!


Ieri abbiamo preso il legno per il nostro progetto... riusciranno i nostri eroi a trasformare l'idea in realtà? Vi farò sapere, qui c'è grande ottimismo!